CANNABIS: Nel 2016, il nostro Paese ha avviato una produzione nazionale di cannabis per uso medico

Cannabis: produzione nazionale per uso medico
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Cannabis uso medico

Dal 2006 in Italia i medici possono prescrivere preparazioni magistrali.

Vengono allestite  da parte del farmacista in farmacia, utilizzando Dronabinol o sostanza attiva vegetale ad uso medico.

 E’ una sostanza attiva che si ottiene dalle infiorescenze di quella  coltivata dietro autorizzazione di un Organismo nazionale.

Vengono essiccate e macinate, e si assumono sotto forma di  decotto o per inalazione con apposito vaporizzatore.

Dal 2013 in Italia è  prescrivibile anche dai neurologi un prodotto registrato come medicinale a base di estratti di cannabinolo per ridurre gli spasmi dolorosi nella sclerosi multipla , ovvero il Sativex.

Il Sativex ha un principio attivo che è una preparazione vegetale costituita da una miscela di due estratti della cannabis.

E’ stato autorizzato in Italia nell’aprile del 2013 ed è stato classificato ai fini della fornitura come medicinale soggetto a  prescrizione  medica  limitativa.

Deve essere  rinnovata di volta in volta, è vendibile al pubblico su  prescrizione  di centri ospedalieri o di specialisti , come il neurologo.

Nel momento in cui questo principio attivo è disponibile, nella prescrizione magistrale si deve tenere conto di quanto indicato nelle note della Tabella 4 della Farmacopea Ufficiale.

I preparati magistrali a base di principi attivi contenuti in medicinali di origine industriale e soggetti a ricetta limitativa secondo gli art. 92, 93 e 94 del Decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219 e successive modificazioni possono essere allestiti solo alle condizioni previste in sede di AIC per i medicinali industriali corrispondenti.

Eventuali preparazioni magistrali a base di dronabinol  richiedono una prescrizione medica non ripetibile.

Fino ad oggi, per  realizzare delle preparazioni magistrali con prodotti vegetali a base di cannabis venivano importati in Italia solo i prodotti commercializzati dall’Office of Medicinal cannabis  del Ministero olandese della Salute. 

Nel 2016, il nostro Paese ha avviato una produzione nazionale di cannabis per uso medico presso lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze (SCFM).

Questo grazie alla collaborazione tra il Ministero della salute e il Ministero della difesa, in modo da garantire l’accesso a tali terapie a costi adeguati e in modo sicuro.

La prescrizione di cannabis ad uso medico in Italia riguarda (DM 9/11/2015) l’impiego nel dolore cronico e di quello associato a sclerosi multipla e a lesioni del midollo spinale.

Ma anche per la  nausea e il  vomito causati da chemioterapia, radioterapia, terapie per HIV.

Oppure come stimolante dell’appetito nella cachessia, anoressia, perdita dell’appetito in pazienti oncologici o affetti da AIDS e nell’anoressia nervosa; per  l’effetto ipotensivo nel glaucoma; per la riduzione dei movimenti involontari del corpo e facciali nella sindrome di Gilles de la Tourette.

Le prescrizioni si effettuano quando le terapie convenzionali o standard sono inefficaci.

Inoltre sono disponibili diverse  informazioni per i medici e i farmacisti e anche istruzioni per la preparazione del decotto.

 

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Cannabis terapeutica

Ecco alcune informazioni sulla cannabis terapeutica:

  1. Indicazioni terapeutiche:

    • Allevio del dolore: Viene utilizzata per trattare il dolore associato a condizioni come la sclerosi multipla o le lesioni del midollo spinale, quando i trattamenti convenzionali non sono efficaci.
    • Dolore cronico: È anche utilizzata per il dolore cronico, specialmente di tipo neuropatico, quando gli antinfiammatori non steroidei (FANS), i corticosteroidi o gli oppioi non hanno avuto successo.
    • Nausea e vomito: Nei pazienti sottoposti a chemioterapiaradioterapia o trattamenti contro l’HIV/AIDS, quando le terapie tradizionali non sono sufficienti a controllare questi sintomi.
    • Stimolazione dell’appetito: Per trattare la caquessia, l’anoressia e la perdita di appetito nei pazienti con AIDS, pazienti oncologici e quelli con anoressia nervosa.
    • Sindrome di Tourette: Viene utilizzata per ridurre i movimenti involontari nei pazienti che non rispondono ai trattamenti standard.
    • Glaucoma: Nei pazienti con glaucoma resistenti ad altre terapie, per ridurre la pressione intraoculare.
  2. Prescrizione in Italia:

    • In Italia, la cannabis per uso terapeutico può essere prescritta solo da un medico quando i trattamenti convenzionali non hanno dato risultati soddisfacenti o non sono sufficienti a controllare i sintomi delle patologie sopra menzionate.
    • Viene considerata un trattamento sintomatico di supporto quando i trattamenti standard non hanno avuto gli effetti desiderati o hanno causato effetti collaterali intollerabili.

In sintesi, quella terapeutica viene utilizzata come opzione aggiuntiva quando altri trattamenti non sono efficaci o causano problemi.

È importante seguire sempre le indicazioni del medico e rispettare le normative legali di ciascun paese.

Cannabis legale

La cannabis legale in Italia è un argomento complesso e soggetto a diverse interpretazioni.

Cercherò di fornirti una panoramica chiara, tenendo conto delle informazioni disponibili.

  1. Cos’è la cannabis legale?

    • E’quella che contiene una percentuale di principio attivo (THC) ridottissima, tale da non creare dipendenza né causare danni. In particolare, la cannabis light ha un contenuto di THC inferiore allo 0,6%.
    • Questa varietà di cannabis è stata legalizzata per determinati usi specifici.
  2. Si può fumare la cannabis light?

    • La legge italiana non specifica chiaramente l’uso ricreativo della cannabis light.
    • Alcune interpretazioni suggeriscono che la liceità della cannabis sia circoscritta alla sua coltivazione e alla destinazione dei prodotti coltivati, entro i limiti stabiliti dalla legge.
    • Tuttavia, non è chiaro se sia legale fumarla. La Corte di Cassazione ha affrontato questo tema, ma la situazione rimane parzialmente ambigua.

In breve, quella legale è stata introdotta per scopi specifici, principalmente industriali ed economici.

Il suo uso ricreativo non è chiaramente definito dalla legge italiana.

Pertanto, è importante seguire le normative e le indicazioni legali riguardanti la cannabis.

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La cannabis light è diversa dalla marijuana?

Assolutamente! quella  light e la marijuana sono due varietà di cannabis con differenze significative:

  1. Contenuto di THC:

    • La marijuana è una varietà di cannabis con un alto contenuto di THC (tetraidrocannabinolo), la sostanza psicoattiva responsabile degli effetti “sballati”.
    • La cannabis light, al contrario, ha un contenuto di THC molto basso, generalmente inferiore allo 0,6%. Questo significa che non provoca gli stessi effetti psicoattivi della marijuana.
  2. Uso e scopi:

    • La marijuana è utilizzata principalmente per scopi ricreativi, per ottenere effetti come l’euforia, la sensazione di “sballarsi” e la stimolazione dell’appetito.
    •  E’ stata legalizzata per scopi specifici, come l’uso industriale (ad esempio, per produrre olio di semi di canapa, cosmetici o materiali biodegradabili). Non è destinata all’uso ricreativo.
  3. Effetti sul corpo:

    • La marijuana può avere effetti variabili sul corpo, a seconda della sua concentrazione di THC. Può causare alterazioni cognitive, aumento dell’appetito, rilassamento muscolare e altri effetti.
    • La cannabis light, con il suo basso contenuto di THC, non provoca gli stessi effetti psicoattivi. Tuttavia, può contenere CBD (cannabidiolo), che ha proprietà potenzialmente terapeutiche senza gli effetti “sballati”.
  4. Legalità:

    • La marijuana è spesso illegale o soggetta a restrizioni severe in molti paesi.
    • La cannabis light è legale in alcuni paesi, ma le normative possono variare. In Italia, ad esempio, è legale coltivare e utilizzare la cannabis light per scopi specifici, ma l’uso ricreativo rimane ambiguo.

In breve, la cannabis light è una varietà di cannabis con basso contenuto di THC, utilizzata principalmente per scopi industriali. La marijuana, invece, è nota per i suoi effetti psicoattivi e viene utilizzata principalmente a fini ricreativi.

Quali sono i prodotti a base di cannabis legale?

CannabiSide è un portale di riferimento per la cannabis light legale in Italia.

Offre una vasta gamma di prodotti 100% certificati, analizzati in laboratorio per tracciare i livelli di THC e CBD, garantendo la massima qualità.

Ecco alcuni dei prodotti disponibili:

  1. Infiorescenze di Cannabis Legale:

    • Berry Fruit: Infiorescenza top senza semi, 1g a €9,60 .
    • Tiborszallasi: Trinciato di fiori e foglie, 10g a €6,00 .
    • Adventure: Infiorescenza top senza semi, 5g a €25,20 .
    • Old Temple: Infiorescenza top senza semi, 1g a €6,00 .
    • Aroma Kush: Infiorescenza top senza semi, 3g a €15,00 .
  2. Altri Prodotti:

    • Olio CBD al 5% Full Spectrum: 10ml a €22,00 .
    • Muffin alla Canapa: Non disponibile .
    • Polline di CBD (Lemon Side): 1g a €6,00 .
    • Resina di CBD (Charas): 1g a €15,00 .
    • Cristalli di CBD Puri: 1g a €40,00 .
    • Tisane Rilassanti alla Canapa: Fragola e vaniglia o mela e frutti rossi, 20g a €10,00 (non disponibili) .
  3. Oli di CBD:

    • Olio CBD al 15% Full Spectrum: 10ml a €35,00 .
    • Olio CBD al 25% Full Spectrum: 10ml a €49,00 .
    • Olio CBD 5% 5000mg in Olio di Canapa Biologico Italiano: 100ml a €99,99 .

Ricorda che la cannabis light è destinata a scopi specifici, principalmente industriali ed economici, e non per uso ricreativo.

 Segui sempre le normative e le indicazioni legali riguardanti la cannabis .

Cannabis sativa

La Cannabis sativa è una pianta della famiglia Cannabaceae.

Ecco alcune informazioni su questa specie:

  • Descrizione:

    • L’altezza delle piante varia e può arrivare fino a 5 metri. Gli steli, noti come canapuli, sono angolati e talvolta cavi, soprattutto sopra il primo paio di foglie.
    • Le foglie basali sono opposte, mentre le più alte sono alternate, palmate e raramente singole. Possono raggiungere fino a 10 cm di lunghezza e 1,5 cm di grandezza.
    • La pianta produce fiori monoici o dioici e frutti marroni chiamati acheni.
    • La canapa è coltivata principalmente per uso tessileedilecartario e in campo sia medico che ludico. Alcune varietà contengono sostanze stupefacenti, ma le percentuali variano a seconda della varietà.
  • Distribuzione e habitat:

    • Originaria dell’Asia centrale, la canapa si è acclimatata in America ed Europa.
  • Tassonomia:

    • Esiste una controversia filogenetica sul fatto che le varietà coltivate della pianta costituiscano una singola specie, la Cannabis sativa, o se le eventuali sottospecie rappresentino specie distinte, come quelle chiamate Cannabis indica e Cannabis ruderalis.

In sintesi, la Cannabis sativa è una pianta versatile con molteplici usi, dalle applicazioni industriali alle proprietà farmacologiche e psicotrope.

Usi della cannabis sativa

Storicamente il principale utilizzo della canapa sativa è stato nella produzione di funi, di grande applicazione soprattutto in marina.

Quando iniziò il ciclo recessivo, anche per le proibizioni introdotte da molte legislazioni per evitare l’uso della pianta per la produzione di droga, l’uso tessile e quello della produzione di olio iniziò a ridimensionarsi drasticamente.

La cannabis è stata largamente usata sia come narcotizzante e antidolorifico nell’ambito medico sia come stupefacente.

Dove viene coltivata è un importante fonte estiva di polline per le api.

La cannabis è stata inoltre sfruttata nella chemiurgia.

E’ una branca dell’industria chimica che permetteva di ricavare ogni sorta di prodotto (plastiche, olii, gomme, vernici, pannelli isolanti, carburanti…) dai prodotti agricoli.

 Ebbe fra i suoi massimi sostenitori George Washington Carver e Henry Ford, il quale arrivò a costruire l’Hemp Body Car (denominata anche “Soybean Car”, o “Ford Cannabis”), la cui carrozzeria era realizzata in pannelli plastici interamente derivati da prodotti vegetali

Cannabis light

La cannabis light (chiamata anche marijuana light o canapa light è il nome generico con cui ci si riferisce comunemente alle varietà di Cannabis in cui la quantità del principio attivo delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) è bassa o insignificante.

Per questo motivo, la cannabis light è considerata legale in alcuni Stati in cui invece la cannabis con alti livelli di THC illegale

  1. Che cos’è la cannabis light?

    • La cannabis light è una varietà di cannabis sativa che contiene gli stessi principi attivi della marijuana tradizionale, ma in percentuali diverse.
    • Le piante di canapa leggera provengono da varietà di Cannabis Sativa L. appositamente ibridate per utilizzi industriali e agricoli.
  2. Contenuto di principi attivi:

    • Il THC è il principale componente psicoattivo della cannabis. Nella cannabis light, il contenuto di THC è molto basso, generalmente inferiore allo 0,6%.
    • Il CBD (cannabidiolo) è un altro principio attivo presente nella canapa leggera. Il CBD non provoca effetti psicoattivi ed è noto per le sue proprietà terapeutiche.
  3. Effetti e concentrazioni:

    • La cannabis light non ha gli stessi effetti psicoattivi della marijuana. Contiene una quantità minima di THC, quindi non “sballa” come la marijuana tradizionale.
    • Per fare un confronto, il classico spinello contiene cannabis con THC pari al 5-8%, mentre nella canapa leggera il THC non può superare il 4%.
  4. Legalità:

    • La cannabis light è legale in molti paesi, ma le normative possono variare. In Europa, è solitamente coltivata per avere un contenuto di THC inferiore allo 0,2%.
    • È importante rispettare le leggi locali riguardanti la vendita e l’uso della cannabis legale.

In sintesi, la cannabis light è una varietà di canapa con basso contenuto di THC, consentita dalla legge per il commercio e l’uso di prodotti a base di canapa leggera.

 Non è destinata all’uso ricreativo come la marijuana tradizionale

Canna o spinello: le differenze

Per capire quali sono le differenze tra canne e spinelli, va fatta una distinzione iniziale: esistono i joints o canne e gli spliffs o spinelli.

In America, ed anche in alcuni paesi europei, lo spliff è semplicemente uno spinello che contiene sia tabacco che marijuana.

Quello che, invece, non contiene tabacco ma solo marijuana, è chiamato joint o canna.

Nelle Indie occidentali, ossia dov’è stato coniato il termine, ed anche nella maggior parte dei paesi europei, il termine spinello è solo un sinonimo di canna, che sia mischiata con il tabacco o meno.

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Cosa succede dopo aver fumato una canna?

Gli effetti del fumare una canna sono pressoché immediati, percepibili dopo un massimo di 30 minuti, e l’effetto dura circa 2-3 ore.

Quando si fuma una canna, il THC si deposita negli organi contenenti grasso e proprio per questo restano le tracce anche dopo mesi di distanza dalla sua assunzione.

Quando l’effetto svanisce, si viene assaliti da una fame improvvisa, soprattutto di cibi altamente calorici.

Dato che il THC rimane per svariato tempo all’interno del corpo, i suoi effetti aumentano nel caso in cui si decida di continuare a fumare.

Gli effetti della cannabis si dividono in effetti a breve e lungo termine ed effetti psicologici e fisici.

Tra gli effetti a breve termine ci sono l’aumento del battito cardiaco, una sensazione di sonnolenza e un lieve effetto sedativo.

Gli occhi appaiono umidi e arrossati, la bocca diventa secca e si è assaliti da una gran fame, soprattutto quando gli effetti iniziano a svanire.

Dal lato psicologico, ci può essere una diminuzione del funzionamento intellettivo, dato che il THC può distorcere la percezione della realtà, provocare risate anche ingiustificate e far diventare estremamente loquaci per varie ore.

Seguiranno, poi, ore di sonnolenza e stanchezza, con conseguenze sulla capacità di pensare, muoversi e ricordare anche le cose più semplici.

Dosi molto abbondanti di hashish o marijuana possono provocare paranoieallucinazioni ed episodi di attacchi di panico.

Se il consumo di cannabis si mescola con altre sostanze come il tabacco o l’alcool, gli effetti possono aggravarsi e, soprattutto, creare una dipendenza maggiore, specialmente nel caso del tabacco, giacché le sostanze contenute in una sigaretta provocano una fortissima dipendenza.

Nel lungo periodo possono accentuarsi gli effetti immediati, provocare danni irreparabili ai neuroni e generare alterazioni permanenti nello stato d’animoperdite di memoria o disturbi del sonno che impediscono di svolgere le attività personali e professionali in maniera normale.

 

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